Il contesto
Per una piccola impresa cerealicola del Nord Italia, la crescita della produzione ha reso necessario ripensare il processo di essiccazione nel suo insieme.
L’aumento dei volumi da gestire, insieme all’attenzione per la qualità del prodotto finale, la sicurezza degli operatori e l’impatto ambientale, ha quindi aperto una nuova fase per l’impresa, orientata verso un sistema di essiccazione più evoluto e controllato.
Un aspetto particolarmente importante riguardava la destinazione del raccolto: il mais prodotto dall’azienda è infatti destinato all’uso alimentare. Era quindi necessario ripensare l’essiccazione mettendo al centro la pulizia del prodotto, e la totale sicurezza alimentare, garantendo un processo privo di contaminazioni, senza trascurare l’obiettivo di raddoppiare la capacità produttiva.
Da queste esigenze è nato un impianto composto da due essiccatoi mobili Mecmar S 40/325 F, alimentati da una caldaia a cippato MB 1000 e inseriti in un sistema progettato per consentire alle diverse fasi di lavorazione di susseguirsi in maniera coordinata.
Il caso: da un impianto datato a un processo più evoluto
La configurazione precedente prevedeva un essiccatoio azionato tramite la presa di forza del trattore. Una soluzione che rispondeva alle iniziali esigenze di flessibilità dell’azienda, ma che richiedeva di mantenere un trattore impegnato per tutta la durata dell’essiccazione.
L’azienda aveva quindi bisogno di un processo più controllabile e più adatto alla lavorazione di un cereale destinato all’alimentazione umana, capace allo stesso tempo di aumentare i volumi produttivi e ridurre i costi di esercizio, legati soprattutto al combustibile necessario per generare il calore impiegato nell’essiccazione.
A questo si aggiungeva una necessità prettamente produttiva: aumentare sensibilmente i quantitativi lavorabili durante la campagna.
Il nuovo impianto è stato quindi progettato intervenendo contemporaneamente su più fronti:
- due essiccatoi per incrementare la capacità complessiva;
- motorizzazioni elettriche indipendenti, riducendo le trasmissioni meccaniche esterne;
- un sistema a fuoco indiretto con scambiatore di calore;
- PLC e touch screen per il monitoraggio e la gestione dei principali parametri;
- sensori di monitoraggio e di sicurezza dedicati al controllo del funzionamento della macchina;
- redler di carico per agevolare la movimentazione del cereale;
- una caldaia alimentata a cippato al posto di una fonte fossile tradizionale.
Perché il fuoco indiretto è importante per il mais destinato all’alimentazione
Quando il prodotto finale è destinato all’uso alimentare, la qualità dell’aria utilizzata durante l’essiccazione assume un’importanza fondamentale.
Per questa installazione è stata quindi scelta la versione con scambiatore di calore: i fumi generati dalla combustione non vengono immessi direttamente nell’essiccatoio e non entrano in contatto con la granella. Il cereale viene attraversato esclusivamente dall’aria riscaldata attraverso lo scambiatore.
È una configurazione coerente con l’obiettivo dell’azienda di ottenere un prodotto pulito e preservarne le caratteristiche durante una fase determinante come quella dell’essiccazione. Inoltre, preservare intatte le qualità naturali del cereale biologico permette all’azienda di immettere sul mercato un prodotto di altissima qualità, massimizzandone il prezzo di vendita..
Il controllo del processo è supportato inoltre da PLC e touch screen, che consentono di verificare il flusso del cereale di funzionamento e di gestire l’essiccatoio anche da remoto.
Prestazioni calibrate sulle esigenze del cliente
Ogni S 40/325 F installato dispone di una capacità di 57,2 m³, equivalente a circa 42,9 tonnellate di mais considerando una densità di 0,75 ton/m³.
In condizioni standard, il modello può raggiungere una produzione indicativa di circa 9 ton/h per portare il mais dal 25% al 14% di umidità.
In questo caso l’azienda ha però scelto di operare a 110 °C, configurando il processo sulle proprie specifiche esigenze e ottenendo una resa di circa 7,5 ton/h.
È un elemento che racconta bene la filosofia dell’intervento: non ricercare semplicemente la massima capacità teorica della macchina, ma costruire un processo coerente con il prodotto da trattare e con gli obiettivi produttivi e qualitativi dell’azienda.
Per raddoppiare la produzione, il cliente avrebbe potuto scegliere un unico impianto fisso. Ha preferito invece installare due essiccatoi mobili Mecmar, una soluzione che offre quattro vantaggi operativi principali:
- Versatilità produttiva: permette di gestire con maggiore flessibilità volumi di raccolto diversi, attivando uno o entrambi gli essiccatoi in base alle esigenze.
- Agilità operativa: le due macchine possono lavorare contemporaneamente su fasi diverse del processo; mentre una essicca, l’altra può essere utilizzata per il carico o il raffreddamento.
- Efficienza energetica: la configurazione consente un assorbimento elettrico inferiore rispetto a quello richiesto da un unico impianto fisso di grandi dimensioni.
- Ottimizzazione degli spazi: i due essiccatoi si integrano negli spazi disponibili all’interno dei capannoni esistenti, evitando interventi strutturali più invasivi.
Più controllo anche sul fronte della sicurezza
La modernizzazione ha interessato anche la gestione della macchina e la protezione degli operatori.
L’impiego di motori elettrici indipendenti ha permesso di ottimizzare l’energia focalizzandosi sulle funzioni che ne necessitano l’utilizzo. Le diverse componenti vengono inoltre attivate quando richiesto dal ciclo di essiccazione, evitando di mantenere inutilmente in funzione gli organi che in quel momento non sono necessari.
L’impianto integra sensori di livello e sistemi per il rilevamento di eventuali inceppamenti delle coclee e degli organi di movimentazione: questi dispositivi consentono di individuare condizioni anomale che potrebbero generare criticità, come surriscaldamenti localizzati.
Inoltre, segnalatori acustici completano il sistema, avvisando gli operatori quando viene rilevata una situazione che richiede attenzione.
Il fulcro dell’impianto: la caldaia a cippato
Al centro dei due essiccatoi è stata installata una caldaia a biomassa MB 1000, con una potenza di 1.000.000 kcal/h.
La scelta del cippato permette all’azienda di alimentare il processo di essiccazione riducendo il ricorso ai combustibili fossili tradizionalmente impiegati in questo tipo di lavorazione.
Dal punto di vista economico, l’adozione di questo sistema rappresenta un importante investimento strutturale per l’azienda. A fronte di questo passo iniziale, però, il cippato offre un costo del combustibile inferiore rispetto alle fonti fossili, soprattutto quando la biomassa è facilmente disponibile.
All’aumentare dei volumi da trattare, la vera sfida per la redditività aziendale diventa l’ottimizzazione dei costi energetici. Per rispondere a questa esigenza, il nuovo essiccatoio è stato configurato con un sistema ibrido, capace di funzionare sia a gasolio che a biomassa (cippato). Sfruttando l’alimentazione a biomassa, l’azienda arriva ad abbattere i costi di essiccazione di circa il 50% (variabile in base ai parametri di processo e ai prezzi attuali del combustibile), massimizzando il rendimento dell’intero impianto.
La configurazione mostrata nelle immagini del progetto rende evidente anche la logica dell’impianto: la caldaia è collocata lateralmente rispetto ai due essiccatoi e alimenta alternativamente le due unità.
Un impianto pensato per evolvere insieme all’azienda
Il risultato non è quindi soltanto un aumento della capacità di essiccazione.
Il passaggio al nuovo impianto ha permesso all’azienda di intervenire contemporaneamente sui punti che stavano diventando determinanti per il suo sviluppo: qualità del mais, organizzazione del lavoro, sicurezza degli operatori, controllo del processo e fonte energetica utilizzata.
I due S 40/325 F mantengono inoltre uno dei vantaggi tipici degli essiccatoi mobili Mecmar: una struttura compatta e robusta che ne consente il riposizionamento quando necessario. L’azionamento elettrico e il sistema di controllo completano una configurazione costruita per gestire volumi maggiori con un processo più moderno e governabile.


